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La Corte di Cassazione, con sentenza n. 823, ha stabilito che “i lavoratori assunti a tempo determinato prima dell’entrata in vigore del decreto legislativo n. 23/2015, con rapporto di lavoro giudizialmente convertito a tempo indeterminato solo successivamente a tale decreto, in alcun modo possono essere considerati nuovi assunti“. Di conseguenza, la nullità della clausola appositiva del termine ha natura dichiarativa e non costitutiva e, pertanto, si verifica con effetto ex tunc della conversione del rapporto a tempo indeterminato operata a decorrere dalla illegittima stipulazione del contratto a termine.
Alla luce di tale principio la Corte ha elencato le ipotesi di conversione, successive al 7 marzo 2015, che comportano l’applicabilità del decreto legislativo n. 23/2015, quali:
- conversione volontaria;
- continuazione del rapporto oltre i limiti legali;
- mancato rispetto delle clausole di “stacco” tra un rapporto a tempo determinato e l’altro;
- superamento del limite dei 24 mesi previsti, ora, dall’art. 19 del decreto legislativo n. 81/2015, dopo le modifiche introdotte dal D.L. n. 87/2018 (c.d. Decreto Dignità).
(Autori: AS)
(Fonte: Corte di Cassazione)